"COME FARE UN ANALISI DATI A LIVELLO DI UN DATA ANALIST (MA IN MODO SEMPLICE)"

Bentornato socio!

Siamo arrivati alla terza fase del DMAIC: la metodologia di problem solving più impattante che tu possa applicare alla tua azienda.

Se stai seguendo questa rubrica ormai hai Definito i tuoi problemi aziendali e li hai anche resi misurabili attraverso gli strumenti che ti ho consigliato.

Ora non ci resta che Analizzare i dati che abbiamo raccolto!

Se ti sei perso le precedenti due puntate sul dmaic ti basta cliccare qui sotto:

Cosa si intende per analisi dei dati?

Quando parliamo di analisi dei dati, ci riferiamo al processo in cui interpretiamo i dati ottenuti nella fase di misurabilità, con il fine di carpirne le informazioni utili che ci indicano qual è la migliore strategia aziendale da applicare.

Cosa ci permette di dedurre?

  • Perché non abbiamo i risultati desiderati
  • Quali sono le cause di fondo che ci fanno ottenere dei risultati diversi dal previsto
  • Quali sono i punti di forza e di debolezza del nostro business

E’ difficile effettuare un’analisi dati?

Alcuni pensano che questa fase sia semplice e che basti leggere due dati per capire dove si sta andando.

Se pensi questo, attento.

Senza un minimo di esperienza è molto probabile che ti ritroverai a dare un tuo significato ai dati raccolti.

E questo ti porterà a valutarli in maniera totalmente soggettiva.

Vedrai solo quello che vuoi vedere e andrai proprio dove non vuoi andare.

Altri pensano che sia applicabile solo se per mestiere svolgi un lavoro da Data Analyst

Come dicevamo prima l’esperienza è fondamentale, ma in realtà non è tutto.

L’analisi dipende molto dal punto di vista dell’osservatore.

Potrebbe sembrarti una supercazzola, quando in realtà è proprio su questo concetto che si basa tutta la fisica quantistica.

(Il concetto viene spiegato in maniera efficiente nel libro di Italo Pentimalli – Il potere del cervello quantico)

Come ha dimostrato il Cern di Ginevra, un fenomeno preso in studio cambia a seconda del punto di vista dell’osservatore.

Questo è il motivo per cui analizzando gli stessi dati con equipe differenti, si ottengono sia delle conclusioni comuni che dei risultati notevolmente diversi.

Alcune volte questi ultimi potrebbero essere addirittura opposti.

Di cosa ho bisogno per fare una buona analisi?

Dobbiamo mettere a lavorare sugli stessi dati almeno due gruppi di lavoro distinti.

Così facendo, a fine elaborazione potremo confrontare i due studi.

Probabilmente starai pensando:

Roberto, a mala pena ho una manciata di persone che possono farmi queste analisi in maniera professionale, dove li trovo due gruppi di lavoro?

Se non riesci ad avere due bei gruppi di lavoro, puoi rimediare creando un singolo gruppo, ma inserendo all’interno una persona esterna al processo

Questo sarà fondamentale perché ci permette di avere un punto di osservazione esterno e impersonale.

Facciamo un esempio.

Se io lavoro all’interno del magazzino avrò sempre sott’occhio le problematiche collegate al magazzino, e questo mi impedirà di vedere oggettivamente se c’è qualche intoppo in un’altra area dell’azienda

Stessa cosa succede se lavoro nella produzione.

Il mio cervello dopo anni di lavoro, sarà ormai settato nel considerare problematiche riguardanti la produzione e trascurerà tutto il resto.

Difficilmente se lavoro al magazzino avrò sott’occhio le problematiche commerciali, ne tanto meno quelle amministrative

Ok Roberto sono d’accordo con te, ma cosa ci azzecca uno del magazzino in una riunione amministrativa?

Sarebbe come mettere un pesce fuor d’acqua aspettando che possa insegnare a correre ad una lepre.

Sarebbe così se parlassimo di una riunione operativa in cui trattiamo di bilanci, esercizi, tasse e temi che non c’entrano niente con il magazzino.

Invece qui parliamo di DMAIC.

Durante le riunioni volte all’applicazione del DMAIC ci spogliamo delle nostre vesti aziendali

Per quelle ore di riunione si diventa un gruppo di pari, formato da persone che collaborano insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Il DMAIC è un gioco al di sopra dei ruoli.

E’ ovvio che il background da cui arriviamo dovrà essere funzionale anche all’interno della riunione, ma ognuno dei membri che partecipa è un tassello fondamentale che permette il formarsi del puzzle completo.

Ecco perché inserire all’interno della riunione DMAIC un osservatore esterno, ci permette di capire quelle cose che in caso contrario non saremmo in grado di afferrare da soli.

Come mai non ottengo il risultato desiderato?

Facciamo un esempio all’interno del mondo del Network Marketing.

Come sai ho fondato un’azienda fatta su misura per Networkers e che permette a questi ultimi di accelerare il proprio business, sfruttando tra le tante cose, l’estrema misurabilità che doniamo a chi utilizza la nostra piattaforma.

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Per me è stato importante inserire questa funzionalità proprio perché è dalla misurabilità  e dall’analisi di qualsiasi attività, che avviene la rivoluzione.

Mettiamo caso di avere l’obiettivo di aggiungere un nuovo collaboratore al mese.

Per raggiungere il mio obiettivo entro in contatto ogni giorno con una persona nuova.

Arriva la fine del mese… ed anche se ho fatto tutte le azioni che mi ero prefissato mi accorgo di aver fallito.

Andiamo a vedere i dati che abbiamo misurato per vedere cos’è successo

Ho contattato una persona al giorno, arrivando alla fine del mese a 30 contatti.

Di queste 30, solo 3 hanno deciso di voler valutare il mio business.

Ma di queste 3 nessuna ha aderito al mio progetto.

Quali sono le cause di fondo che mi hanno impedito di arrivare dove volevo?

Potrei aver fatto troppi pochi contatti:

Se il mio rapporto è di 30 persone contattate, 3 persone portate alla presentazione  e 0 nuovi collaboratori.

Posso provare a fare il doppio del lavoro contattando 60 persone per vedere se il risultato cambia.

Passa il secondo mese…

Il risultato è cambiato?

Se il risultato è sempre negativo significa che non è il parametro preso in considerazione a fare realmente la differenza, quindi provo a vedere un altro parametro.

Le cause non sono solo quantitative ma anche qualitative.

Facciamoci un paio di domande:

Le persone contattate erano in target con il mio progetto?

Quanti di questi contatti sono stati fatti nell’ambiente adeguato?

Magari chiamando la persona dall’ufficio, in un ambiente poco rumoroso e privo di distrazioni

Quanti invece dei miei contatti sono stati fatti giusto per portare a termine la mole di lavoro che mi ero prefissato?

Ci sono centinaia di parametri, ma i principali già fanno tutta la differenza di questo mondo.

Valuta lo scostamento in senso assoluto

Il nostro obiettivo è arrivare ad un risultato preciso né più, né meno.

Se abbiamo avuto maggiore successo rispetto a quello atteso di certo ci fa piacere.

Ma dobbiamo capire il motivo per cui abbiamo avuto questo risultato inaspettato.

Perché il DMAIC non si basa sulla botta di … (ci siamo capiti)

Se è avvenuto qualcosa che ha aumentato il nostro successo dobbiamo renderlo misurabile  e analizzabile per poterlo replicabile

E’ successo qualcosa che puoi integrare alla tua strategia e che può aiutarti a crescere ancora più velocemente?

Ci sono state delle cause esterne?

Tra queste possiamo considerare per esempio: una promozione aziendale o qualsiasi altro avvenimento inaspettato su cui tu non hai il controllo

Se si tratta di una causa esterna su cui non abbiamo il controllo non possiamo inserirla nel nostro DMAIC in quanto non replicabile

Facciamo un esempio di causa esterna che non possiamo considerare

Uno dei network con i quali collaboro si chiama Batterfly e si occupa di energia.

Grazie a quest’ultimo puoi ridurre le tue spese di gas e luce fino ad azzerarle.

Questo mese ho fatto il 500% di annunci, riuscendo a fare 4 volte i risultati attesi.

Cosa mi ha fatto ottenere questo?

Un evento terribile, inatteso e su cui non ho nessun controllo:

Sto parlando del conflitto Russia-Ucraina.

Purtroppo il nostro maggior fornitore di gas è sull’altra parte della scacchiera.

Questi sono eventi imprevedibili che non possono essere inseriti nella mia fase di DMAIC, quindi li prendiamo per quello che sono.

Siamo arrivati quasi alla fine dell’articolo.

Per premiarti di essere arrivato fino a questo punto voglio farti un regalo.

So che questa rubrica sul DMAIC è molto corposa e formarsi spontaneamente su delle materie così impegnative non è da tutti.

Prima o poi chiunque capirà che le informazioni che cerchiamo sono già tutte gratuitamente online

…ma tu ti stai rivelando un precursore del tempo!

Non tutti i precursori del tempo sono uguali.

Marie Curie è diversa da Galileo Galilei, come quest’ultimo è diverso da Steve Jobs.

Tu quale tipo di precursore del tempo sei?

Cliccando sul link qui sotto troverai un sondaggio che ti permette di scoprirlo.

Fare questo ti permetterà di capire quali strategie sono ottimali per la tua personalità e per il successo della tua impresa.

Ci vediamo la prossima settimana con l’articolo sull’implementazione

A presto socio!

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Negli ultimi 15 anni ho collaborato con migliaia di professionisti

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